MIMOSE NEGATE MA E' FESTA GRANDE!

Foto del Monte Soratte
Il 7 marzo 2026, sull’altopiano dell’Aremogna era già primavera inoltrata, non c’era biancore di neve, gli atleti venuti da fuori per giocarsi i punti di gigante e slalom valevoli come tesoretto da spendere nella finale della C.I. erano increduli sulla loro reale fattibilità. Sed , “vides ut alta stet nive candidum Soracten…. “, alzando lo sguardo al di là del Pizzalto, ecco il bianco abbagliante delle Toppe del Tesoro. Scintillavano investite dal dal primo sole mattutino, come il monte Soratte apparve ad Orazio in un gelido mattino invernale.
E già, in questo inverno di precipitazioni nevose inesistenti, la neve c’è da quota 1670 in su, quanto è sufficiente per turisti ed atleti. Il memorial ALDO BALLABIO ( senior, la precisazione è d’obbligo) era salvo, la Pallottieri non tradisce mai, era pronta ad ospitare gigante con partenza alle 8,20 e slalom subito a seguire. Azzardo possibile visto che nella nottata aveva fatto meno 3.
L’allestimento era quello delle grandi occasioni: in partenza il tunnel offerto dalla farmacia internazionale Iris Diana, all’arrivo uno speaker d’eccezione nella persona di Stefano Buccafusca, Presidente dello sci club organizzatore, lo 0,40, intitolato al treno che, ante guerra (la 39-45, la precisazione è ancor più d’obbligo visto l’attuale proliferare di conflitti armati), portava da Napoli a Roccaraso i pionieri dello sci.
Questa la situazione: temperatura aria meno tre gradi alle ore 7, in aumento con l’avanzare del giorno, temperatura neve (dato fornito da fonte autorevolissima intervistata in telecabina) meno 0,7- meno 1 a seconda della profondità del rilevamento; neve granulosa dura, o, se si preferisce, “primaverile”, tracciato del gigante angolato ma con porte distanti, alcune a 29 metri, la solita lunga ad inizio piano, posizione aerodinamica da lasciare poco prima della blu, dopo lo scollinamento a fine piano, prima dele ultime porte. Il fondo pista reggeva bene fino all’ultimo dei 91 concorrenti, un successone la partecipazione.
Per lo slalom, tracciato abbastanza regolare, con inganno nel finale, l’ultima porta faceva diverse vittime, tra cui perfino Giorgia. A dire il vero, anche porta 24 anticipava l’ultimo tranello, facendo qualche selezione.
Tutto perfetto dunque? Quasi, perché le piogge previste per la notte, unite ai più 3 gradi imponevano una riflessione sul da farsi l’indomani. Si riunivano in via straordinaria i dirigenti di MasterMind 2.0 in seduta congiunta con i rappresentanti del club organizzatore, lo 0,40, per assumere la dolorosa decisione su questi tre corni del “trilemma ”: si salva lo slalom, piu fattibile ma con pochi partecipanti; si salva il gigante con molti più partecipanti ma meno fattibile; non si salva ne’ l’uno, ne’ l’altro, rinunziando a quanto era in programma per il gran finale, in agenda domenica 8 marzo 2026, festa della donna.
Prudenza imponeva di annullare tutto.
Due gare sottratte sia alla fase interregionale della C.i. sia alla prima edizione del TROFEO MASTERMIND 2.0. Ma come qualcuno osservava:“meglio due gare in meno, ma un ginocchio in più “.
Il tutto però con una gamba metaforicamente amputata, visto l’esborso anticipato per il ricchissimo buffet immaginato da MasterMind 2.0 come piacevole intrattenimento in attesa delle premiazioni. Danni economici anche per quei concorrenti che già avevano comprato lo ski pass per il giorno seguente. Poiché dell’annullamento ancora non si era avuta notizia, la festa scoppiava alla grande, grazie all’ospitalità della famiglia Ballabio nella classica location, lo spiazzo di fronte alla biglietteria. Sole, neve, gustosissimo buffet allestito al riparo della rutilante tensostruttura targata 0,40 e, soprattutto, l’esplosiva allegria dei partecipanti, innescata dai “ragazzi “ del Posillipo.
Dopo le toccanti parole di Aldo e Andrea in ricordo di Aldo senior, partiva la premiazione. Ricchissima, oltre ai primi tre delle categorie e ai primi cinque delle macro categorie, agli OVER, la fantasia dei Ballabio aveva inventato la combinata GS-SL, intrecciando i tempi con un abbuono per età. Premio un coppone conico dalle dimensioni smisurate, adatte però alla statura del vincitore dell’ eccentrica combinata, Valerio Romano dello Sci Club 18.
Siccome è storicamente provato che il numero dei partecipanti si assottiglia man mano che i premi vengono assegnati, questa volta, per trattenere quanti più fosse possibile, c’era l’esca del sorteggio finale. In palio ricchi premi, fra i quali spiccava un ambitissimo paio di sci Nordica da freestyle.
Ed ora la parola passi alle C L A S S I F I C H E
GARE 11 e 12
C - Pur di sorpassare lo squadrone CZERO6, il Posillipo schierava a sorpresa GIORGIA che stravinceva, con 51,81, gara 11, ma che bucava gara 12 all’ultima porta, proprio lei, atleta consumata e attualmente allenatrice. Sorpresissima in gara 11, con il ragguardevole tempo di 56,75, Alessandra Puca del S.A.I. Napoli, seconda benché lontana da allenamenti e gare praticamente dall’infanzia. Con 57,82 si piazzava terza la forte atleta del Posillipo, Francesca Vannucci.
Totalmente diverso il podio di gara 12, lo slalom.Altra piacevole sorpresa ritrovare sul primo gradino del podio, il Prof. Laura Giacomelli, autrice del tempo di 52,10, davanti a Paoletta, che digiuna di slalom, fermava il cronometro a 53,98, mentre la terza, Mika Falco dello S.C. Napoli faceva registrare il tempo di 1.07.29
B - Giuliano Geli dello S.C. Senigallia si confermava, anche a detta del suo storico avversario Andrea Ballabio, il migliore gigantista del circuito 2026, vinceva gara 11 con 51,53. Alle sue spalle Andrea Ballabio del Posillipo con 52,70, e terzo Giordano Folegnani dello S.C. Lupi Civago con il tempo, niente male,di 54.06.
Nello slalom, gara 12, solo Andrea restava sul podio, terzo con 45.31; primo, a sorpresa, ma non troppo, perché il fisico da slalomista glielo da’, Francois Rinaldo D’ Harmant del C.A.I. Roma, autore di un ragguardevole 42.47, che teneva a rispettosa distanza Massimo Gallucci del CZERO6, che fermava il crinometro sul tempo di 44.43.
A - Ad ALDO Ballabio non poteva sfuggire l’occasione della doppietta, con i due tempi straordinari di 48.06 in gara 11 e 34.52 in gara 12 faceva piazza pulita. In gara 11 l’ottimo Stefano D’Ambrosio dell’ISKI 360 Italian Ski, con il suo 50.20, si avvicinava senza riuscire ad abbattere il muro dei 50 secondi, mentre Sergio Amodio de CZERO6, risultava terzo con il tempo di 51.27.
Di gara 12 si e’ già detto il vincitore, Aldo Ballabio. Si fa notare la scomparsa dal podio di Stefano D’Ambrosio, che lascia il suo secondo posto al coequiper Davide Marinelli, capace di staccare il tempo di 37.67; al terzo posto, con 41.35, un volenteroso Cristiano Romoli dello S.C. Ascoli.
CLASSIFICHE GENERALI
Lo sci è uno sport individuale, ma MasterMind, per diversificare le ambizioni a primeggiare, lo ha parzialmente trasformato anche in sport di squadre. Sia data precedenza al TROFEO ITALO KUHNE CHALLENGE che si disputa in ricordo dell’indimenticabile giornalista, sciatore di talento e talent scout scopritore e valorizzatore di generazioni di atleti.
Evento storico, si è visto soccombere il vincitore seriale delle ultime edizioni, lo squadrone del CZERO6.
Il sorpasso, operato dallo S.C. Posillipo, si è consumato, come i puristi di cronache sportive direbbero, sul filo di lana, o, “ in zona Cesarini”, ma che in pittoresco vernacolo suona così: “a ghi n’cul a ghi n’cul” (tradotto: ad andare in quel posto con il rafforzativo della ripetizione). Cioè sorpasso avvenuto in quel breve lasso di tempo che precede la fine dei giochi, con un minimo scarto di punti, e quindi quando e dove fa più male, perché non c’è tempo di rivincita, anche perché, in questo caso, la partita si è chiusa in anticipo per impraticabilità di campo.
Non ne hanno a male i RAGAP, tanto loro hanno in pronta cottura una sonora rivincita nel Trofeo Appenninico a Squadre.
Dunque, al primo posto di una lunga classifica, dove compaiono ben 35 squadre, si erge lo S.C. Posillipo, con la bellezza di 16. 822 punti, autore, come elegantemente detto, di un sorpasso sul filo di lana ai danni dello squadrone CZERO6, plurivincitore nelle più recenti edizioni, distante dalla vetta di risibili 165 punti. Per riuscire nell’impresa, il Posillipo, a sorpresa, aveva schierato Giorgia, la quale stravinceva il gigante, ma incappava nel salto dell’ultima porta in slalom. Visto però che le punte da sole non bastano, ci pensava Paoletta a salvare il salvabile in slalom.
Alle spalle dei primi due club, dopo un salto di circa 8.000 punti, un trittico di squadre separate tra loro da poche decine di punti: terzo il Viterbo 97 con 8.366 punti, rifattosi vivo dopo qualche anno di scomparsa dalla scena; quarto, a punti 8209 il C.A.I. Roma, ben tornato anch’esso tra le top five, al seguito del suo uomo di punta, quel d’Harmant dall’allogeno duplice nome Francois Rinaldo, e quinto, a quota 8.186, la squadra di capitan Maurizio Paris, dell’AliSki Racing, sempre ai vertici delle classifiche che contano.
GENERALI INDIVIDUALI “MICRO”
C8 Vince a mani basse, con 904 punti, la Paoletta Capuano, tornata, dopo lunga e tormentosa diaspora, al suo ovile, lo S.C.Posillipo.
C6 Nessuna poteva mettere in forse il primato di Virginia Maria Garrafa, da quest’anno in forza allo Snow Side Team, vince con 800 punti.
C5 Francesca Vannucci, dello S.C.Posillipo, non ha avversarie a contenderle il primato e va vincere con 900 punti all’attivo.
C4 La carenza di avversarie fa il gioco anche di Giulia Svampa, dello S.C. CZERO6, che svetta a 900 punti.
B12 Giuseppe Monda, il veterano di numerose battaglie sugli sci, in forza all’ALISKI RACING, si porta a quota 900 e si porta pur a casa la coppa del vincitore.
B11 Udite Udite, storico ex aequo in questa categoria, che vede in vetta, a pari quota 900, il plurivincitore dagli Appennini alla Ande, Emerito Prof. del SAI Napoli, Giovanni Alfredo Puca e il simpatico Sergio Pizzi del CZER6, il più tifato del circo bianco. Terzo, a quota 660, il pluriprotesizzato alle Anche ( notare l’assonanza con Ande)Vito Pacucci, CZER6, indomito e costante cacciatore di punti..
B10 Non c’è partita fra Tonino Bartolomeo in forza all’Aliski Racing, il quale assomma la bellezza di1180 punti e Giuseppe Fiordiliso, in forza allo S.C.Posillipo che assomma 10 punti in meno della metà dei punti di Tonino.
B9 Per l’inezia di 14 punti il diciottino Valerio Romano ( punti 964) prevale su Maurizio Paris, uomo di punta dell’Alisku Racing, bella lotta tra i due. Terzo e niente male, Maurizio De Rosa, S.C. Posillipo, che raggiunge quota 703.
B8 Per soli 90 punti sfugge il primato a Massimo Ferraro (porta colori dello S.C. Napoli), che fino all’ultimo stava assaporando il dolce gusto del primato, quando Andrea Ballabio ( da quest’anno in forza al Posillipo), ripresosi dall’infortunio al collaterale, si è reso autore di una implacabile rimonta, lo superava sul filo di lana, portandosi a quota 890.
Terzo e fuori dalla mischia con i suoi 610 punti, il regolarissimo Romolo Parenti dello S.C. CZERO6.
B7 Pier Paolo Sigismondi dello
CZERO6 si impone, con la bellezza di 958 punti, davanti ad Umberto Massimo Macchi dello S.C. Viterbo 97 collezionatore di 815 punti, soli 5 in più di quanti collezionati da Francois Rinaldo D’Harmant, del C.A.I. Roma, rientrato l’anno scorso nel “ circo bianco” veterano, dopo annose assenze.
A7 Sul primo gradino del podio, posto a quota 740, ci monta Simone Maria Sassoli dello CZERO6, inseguito durante tutte le tappe del circuito dal coequiper Giovanni Pediconi, cui è mancato il colpo di reni per colmare i 36 punti necessari allo scavalcamento. Terzo il capitano di lungo corso del C.A.I. Roma, Alessandro Castellana, che non va oltre 644 punti.
A5 Incredulo nella gioia Adolfo Aloschi del Posillipo, se ripensa che
vince stando davanti al notevole Francesco Dimitri, una delle punte del CZERO6. Un gradino più in basso di Francesco lo occupa Fabio Brizioli
con 618 punti.
A4 Un bel tris del Posillipo si impossessa di tutto il podio, nell’ordine Sergio Mazza con la stratosferica somma di 1230 punti, la Tina Maze ( colei che nella storia della coppa del mindo ha collezionato il più alto punteggio in assoluto) del circuito 2026; Riccardo Sanges con rispettabili 775 punti e Marco Morace a quota 535.
A3 Sergio Amodio del CZER6 rispetta i pronostici a suo favore e vince con 970 punti, davanti ad Enrico Eugenio D’Errico ( Aliski Racing), stanziatosi a 631 punti.
A2 Poche gare ma buone, quanto gli e’ bastato per vincere, Aldo Ballabio, punta dello 0,40, non si è dovuto spendere troppo per sopravanzare, con i suoi 830 punti, Marco Picarone del CZERO6 che di punti ne ha fatti
ben 750.
A1 Alessandro Rosa ( S.C. CZERO6) non ha avversari in categoria e con 840 punti conquista il primato.
GENERALI INDIVIDUALI “MACRO”
C - E che dubbio c’era, Virginia Maria Garrafa, dello Snow Side Tesm vince con 750 punti; sulla sua scia, con soli 60 punti in meno, si trova Francesca Vannucci del Posillipo, e, a sei punti in meno, staziona Paoletta Capuano anche lei del Posillipo, che deve essersi mangiata un aspro limone per l’inezia del distacco da Francesca.
B -Vince con 838 punti il famelico Andrea Ballabio del Posillipo, alle sue spalle, ancora una volta, Massimo Ferraro, punta dello S.C. Napoli, in questo caso, più distanziato con i suoi 646 punti. Il terzo posto è di PierPaolo Sigismondi ( CZERO6), regolarissimo nei risultati singoli, ma
attestato a 582,5 punti.
A - Aldo Ballabio (0,40) non può fare a meno di stracciare tutti, 810 il suo bottino, lascia a 585,5 punti Sergio Mazza del Posillipo, che non può più dirsi emergente, essendo ormai da tempo habituel delle alte zone delle classifiche. Dal terzo, Sergio Amodio, CZERO6, ci si aspettava di più dei
suoi 541 punti.
B OVER 125 PUNTI FISI
Vince meritatamente, con 344,8 punti GAETANO Ferraro del CZER6
A OVER 150 PUNTI FISI
Non sfugge il primato a Pierfrancesco Paci del Viterbo 97, che ha raggranellato 120,5 punti
A norma di regolamento, soppresse per impraticabilità di campo, gare 13 e 14, il raddoppio è scattato in gara 12. La giornata radiosa del 7 marzo, che, in apparenza, non lasciava affatto presagire il disastro climatico del giorno 8, si è ” comportata” da vera finale per organizzazione, partecipazione e premiazione, gli straripanti messaggi sulla chat dedicata ne sono la prova.
Fortunatamente la stagione non può dirsi chiusa, resta ancora l’attesa per la fase finale del Circuito Appenninico e soprattutto l’attesa per la frazione del ciclone artico, da tempo annunciato, che dovrebbe portare sul centro Italia la tanto attesa stagione invernale.
Arrivederci a tutti da MasterMind 2.0

